Un nuovo fenomeno la poverta’ lavorativa WORKING POOR

Secondo la definizione di povertà lavorativa adottata nel 2003 dall’Unione europea e utilizzata da
Eurostat per le stime ufficiali, un individuo è considerato povero in un anno quando:
a. è di età compresa tra i 18 e i 64 anni, è occupato al momento dell’intervista e ha lavorato per più della metà dell’anno di riferimento;
b. appartiene a un nucleo familiare con un reddito disponibile annuo equivalente inferiore alla soglia di povertà relativa, che è fissata al 60% del reddito disponibile mediano nazionale equivalente (al netto delle imposte personali e dei contributi a carico dei lavoratori e includendo le prestazioni in moneta del welfare; i redditi familiari sono resi equivalenti per consentire il confronto fra individui che vivono in nuclei di diversa dimensione; la scala adottata è la “OCSE modificata” che assegna valore 1 al capofamiglia, 0,5 agli altri componenti di almeno 15 anni di età e 0,3 ai componenti di età inferiore ai 15 anni).
La definizione UE di povertà lavorativa si basa, dunque, su un concetto ibrido, che combina la condizione occupazionale dell’individuo, che circoscrive il sottogruppo di popolazione da analizzare e il reddito (equivalente) della famiglia, che identifica lo stato di povertà del lavoratore.

Avere un lavoro non basta per evitare di cadere in povertà

Circa l’11,8% dei lavoratori italiani sono poveri e quello italiano è il dato più marcato degli Stati europei (dove, mediamente, i lavoratori poveri sono circa il 9,2%).

La Relazione degli esperti sottolinea come, in Italia, circa il 25% dei lavoratori percepisca una retribuzione inferiore al 60% della mediana e più di un lavoratore su dieci sia in condizione di povertà (vale a dire che vive in un nucleo familiare il cui reddito netto equivalente è inferiore al 60% della mediana).

Il Covid-19 ha peggiorato la situazione di coloro che, già prima della pandemia, vivevano in condizioni di vulnerabilità. Si pensi, ad esempio, ai lavoratori atipici o irregolari, che a causa della pandemia hanno visto ridursi o azzerarsi il reddito da lavoro. Una condizione emergenziale che ha costretto il Governo a introdurre misure temporanee e integrative, come il Reddito di Emergenza e l’anticipo della Cassa di Integrazione.

RELAZIONE DEL GRUPPO DI LAVORO SUGLI INTERVENTI E LE MISURE DI CONTRASTO ALLA POVERTÀ LAVORATIVA IN ITALIA

https://www.secondowelfare.it/povert-e-inclusione/working-poor-le-proposte-del-gruppo-di-lavoro-per-contrastare-la-poverta-lavorativa/

Un lavoro di un anno – Report attivita’ 2021

LINK COLLEGAMENTO PRESENTAZIONE REPORT

LINK REPORT FORMATO SLIDE

ll progetto dell’Emporio, non vuole essere solo un punto di devoluzione alimentare, ma un luogo di ascolto e riflessione della comunità.

Un luogo di educazione alla solidarietà.
Un luogo di comprensione delle dinamiche che velocemente stanno cambiando il tessuto sociale.
Non e’ stato compito facile in questi anni, impegnati nel quotidiano trovare le energie per rimanere fedeli al obiettivo.
Questo e’ un modesto e incompleto tentativo, consapevoli della limitatezza delle risorse.
L’Emporio si sorregge esclusivamente sul volontariato e sulla disponibilità della Parrocchia, nonché della volontaria elargizione di Enti e Persone.
In questo, l’Emporio condivide totalmente la precarietà delle famiglie che lo abitano.
La prospettiva di sei mesi di vita e’ per noi un evidenza auspicabile ma non sempre possibile.
Per tale motivo e’ ancora più urgente fissare delle riflessioni che possano rimanere a guidare le scelte future.

Chi viene all’Emporio?

All’emporio nel 2021 hanno fatto accesso 88 famiglie per 251 persone, di cui più della metà, famiglie con un progetto migratorio in atto.

Questa tabella descrive l’incidenza sulla popolazione fragile in riferimento ai vari comuni di residenza. Si segnala un 6,35% della popolazione complessiva infante (<3aa) con un incidenza nel comune di Borgotaro del 11, 76% e del 7,33% dei minori (<15aa).
Mentre l’incidenza degli anziani è decisamente inferiore 0,32% (>65aa).

Cosa e’ stato distribuito?

Nell’anno 2021 l’emporio ha distribuito a 88 famiglie per 251 persone 70.000 punti spesa in 52 giornate di distribuzione, per un valore complessivo di circa 140.000 euro.
Alle 88 famiglie regolarmente iscritte con tessera, si aggiungono circa 200 devoluzioni occasionali, il 6,71% del totale in derrate (2020 punti spesa).

Cosa emerge dai numeri che con fatica e traballante competenza abbiamo cercato di ordinare?
Alcune osservazioni:
• La presenza di una rilevante fetta di popolazione infante e minore tra le famiglie in difficoltà economica.
• La responsabilità di proteggere un progetto di società futura che posa i propri passi oggi, attraverso un sostegno alla genitorialità e all’educazione.
• Attenzione alle famiglie con alto carico famigliare.
• Il problema del lavoro e di un lavoro che possa garantire almeno l’emersione dalla povertà con accesso paritario di tutti i lavoratori agli ammortizzatori sociali.
• Attenzione alle persone anziane, in modo speciale un aiuto alla gestione delle risorse.
• Costruire momenti di rappresentanza delle componenti migratorie per aiutare una maggiore integrazione e partecipazione. Da ciò nasce relazione con il territorio e desiderio di costruirvi futuro.
Emersione degli aspetti illegali (lavoro in nero, affitti non regolari), riconoscimento dei diritti, nonché fiducia nei Servizi Educativi, Sociali e Sanitari.
• L’importanza di costruire progetti integrati tra Servizi e Volontariato, la ricerca di una collaborazione non sempre facile tra questi due mondi.
• Una fragilità specifica del territorio montano all’interno di una provincia ricca. Fragilità delle possibilità lavorative e formative, fragilità dei Servizi e costi maggiore di accesso alle risorse.

A conclusione si ribadisce l’importanza di fermarsi a riflettere su ciò che si fa. Vivere troppo nel quotidiano, nell’emergenza, nella contingenza ci fa perdere la capacità di vedere ciò che succede e di prevedere linee di futuro.
Rimaniamo aperti ad una collaborazione con chiunque voglia integrare o approfondire queste riflessioni.

IL REPORT COMPLETO IN FORMATO PDF

Giornata sulla poverta’ – Papa Francesco parla “Alla comunita’”

Gesù non solo sta dalla parte dei poveri, ma condivide con loro la stessa sorte. Questo è un forte insegnamento anche per i suoi discepoli di ogni tempo. Le sue parole “i poveri li avete sempre con voi” stanno a indicare anche questo: la loro presenza in mezzo a noi è costante, ma non deve indurre a un’abitudine che diventa indifferenza, bensì coinvolgere in una condivisione di vita che non ammette deleghe. I poveri non sono persone “esterne” alla comunità, ma fratelli e sorelle con cui condividere la sofferenza, per alleviare il loro disagio e l’emarginazione, perché venga loro restituita la dignità perduta e assicurata l’inclusione sociale necessaria. D’altronde, si sa che un gesto di beneficenza presuppone un benefattore e un beneficato, mentre la condivisione genera fratellanza. L’elemosina, è occasionale; la condivisione invece è duratura. La prima rischia di gratificare chi la compie e di umiliare chi la riceve; la seconda rafforza la solidarietà e pone le premesse necessarie per raggiungere la giustizia. Insomma, i credenti, quando vogliono vedere di persona Gesù e toccarlo con mano, sanno dove rivolgersi: i poveri sono sacramento di Cristo, rappresentano la sua persona e rinviano a Lui.

MESSAGGIO INTEGRALE DEL PAPA ALLA COMUNITA’

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