Giornata sulla poverta’ – Papa Francesco parla “Alla comunita’”

Gesù non solo sta dalla parte dei poveri, ma condivide con loro la stessa sorte. Questo è un forte insegnamento anche per i suoi discepoli di ogni tempo. Le sue parole “i poveri li avete sempre con voi” stanno a indicare anche questo: la loro presenza in mezzo a noi è costante, ma non deve indurre a un’abitudine che diventa indifferenza, bensì coinvolgere in una condivisione di vita che non ammette deleghe. I poveri non sono persone “esterne” alla comunità, ma fratelli e sorelle con cui condividere la sofferenza, per alleviare il loro disagio e l’emarginazione, perché venga loro restituita la dignità perduta e assicurata l’inclusione sociale necessaria. D’altronde, si sa che un gesto di beneficenza presuppone un benefattore e un beneficato, mentre la condivisione genera fratellanza. L’elemosina, è occasionale; la condivisione invece è duratura. La prima rischia di gratificare chi la compie e di umiliare chi la riceve; la seconda rafforza la solidarietà e pone le premesse necessarie per raggiungere la giustizia. Insomma, i credenti, quando vogliono vedere di persona Gesù e toccarlo con mano, sanno dove rivolgersi: i poveri sono sacramento di Cristo, rappresentano la sua persona e rinviano a Lui.

MESSAGGIO INTEGRALE DEL PAPA ALLA COMUNITA’

È guerra vera ma perderanno. La strategia contro le reti di solidarietà

In Italia la guerra contro le reti di solidarietà, grandi o piccole che siano, è sempre più aspra e aggressiva. Lo stiamo documentando da giorni: le parole di (falso) ordine e i marchi di scherno confezionati dal cattivismo“social” e di governo si traducono in concreti atti di ostilità e in scelte (o deliberate non-scelte) politiche e amministrative. Nel mirino ci sono tutti coloro che si occupano di poveri, bambini soli, disabili, carcerati, stranieri (non turisti, ovvio, ma rifugiati e richiedenti asilo). Le mense e gli ostelli della Caritas e degli altri accoglienti diventano la «mangiatoia», le Case famiglia sono liquidate come «business», sul rilancio delle misure alternative al carcere e di recupero dei detenuti viene messa una pietra sopra, chi fa cooperazione sociale è denigrato come affarista e persino malavitoso, le organizzazioni umanitarie (le famose Ong…) sono trattate da nemici del genere umano e dell’ordine pubblico… Se il grido di battaglia del salvinismo è – copyright del sito Il populista – «libera la bestia che è in te», non ci sono molti dubbi sulla “preda” designata.

Emerge una strategia precisa. Leggete l’intervista a Stefano Zamagni, maestro con le maniche perennemente rimboccate di «economia civile», che accompagna le due pagine in cui oggi mettiamo in fila i fronti d’attacco che sono stati aperti uno dopo l’altro e ne capirete un po’ meglio la portata. Impossibile non allarmarsi. La guerra alla solidarietà è guerra vera, e fa esplodere un enorme paradosso, visto che viene condotta proprio al tempo del Reddito di cittadinanza. Con una mano il governo giallo-verde dà, con l’altra toglie. Si prepara a distribuire soldi sacrosanti – anche se a debito – come erogazione statale ai cittadini più indigenti, ma contemporaneamente percuote e tenta di sgretolare le reti di solidarietà che la società civile distende e lo Stato sinora (bene o male, comunque con assai meno spese di quelle proprie di una gestione statalista) ha utilizzato, sostenuto o, semplicemente, non ostacolato.

Sorgente: È guerra vera ma perderanno. La strategia contro le reti di solidarietà

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