DONA UNA SPESA – I risultati della raccolta del 7 maggio

Anche quest’anno l’iniziativa promossa da Conad e Coop il 7 maggio e attiva presso i punti vendita fino al 16 giugno e’ stata un successo! Un grazie a tutti quelli che hanno partecipato come volontari e come donatori.

Sono stati raccolti 897 kg di prodotti alimentari dei 22.000 kg raccolti in tutta la provincia, gia’ da questo venerdi sono in distribuzione all’Emporio Valtaro, anche in riferimento alla recente emergenza Ucraina. Sul nostro territorio sono ospitati in qualita’ di rifugiati diversi cittadini provenienti dall’Ucraina e 42 di loro accedono al nostro punto di aiuto. Oggi i cittadini assistiti sono quasi 300 provenienti dai comune dell’alta valle del Taro di cui un terzo hanno meno di 5 anni.

DALLA PAGINA DEL CSV EMILIA (ex forum solidarieta’)

Quale futuro? Riflessioni dell’Emporio Valtaro sui dati di accesso 2017

L’Emporio Solidale Valtaro inizia la sua opera nel Luglio 2013, sono ad oggi cinque anni di ininterrotta attività nella distribuzione di beni (in netta prevalenza derrate alimentari) a favore di famiglie in difficoltà. Nell’arco di questo significativo lasso di tempo l’Emporio non solo ha provveduto ad alleviare un patimento impellente, ma ha raccolto negli anni una serie di dati a nostro giudizio significativi (perché ottenuti a stretto e quotidiano contatto con il fenomeno) inerenti alle dinamiche del disagio economico, meglio noto e più genericamente nominato ”povertà”. Sotto questo punto di vista l’Emporio svolge il ruolo dell’infermiere con in mano il termometro che rileva l’andamento della temperatura del paziente, in questo caso: l’insieme degli otto comuni dell’alta Valtaro che costituiscono bacino di utenza dell’Emporio stesso (per elenco comuni vedi Tab. A). Perché se l’Emporio è il termometro, esso si configura come semplice strumento rilevatore di un fenomeno che trova le sue ragioni, o comunque una sua espressione, nel metabolismo di quel “corpo sociale”.

Tabella A/1

 

Siamo ovviamente coscienti che in una società moderna e sviluppata otto comuni di alta valle non sono un’entità isolata, ma largamente dipendente da un mondo economico e sociale più vasto che ne condiziona in buona parte la vita. Ma pure il ricondurre i dati dell’utenza Emporio alla realtà territoriale di competenza permette, nel caso, di verificare quale impatto hanno provocato e provocano quegli stessi condizionamenti esterni, in combinazione con il tessuto economico sociale locale, nell’ambito del fenomeno “povertà” considerato nei suoi aspetti quantitativi e qualitativi. Quegli stessi dati inoltre si prestano a confronti con realtà similari o più vaste, come provinciali, regionali e/o nazionali in modo da mettere in luce eventuali costanti, specificità, anomalie.

Tabella A/2

 

Ci permettiamo così di sottoporre alle amministrazioni competenti, agli operatori sociali, alle istituzioni impegnate a vario titolo nelle comunità, ma anche alla platea più vasta dei cittadini nonché’ a tutti coloro che in questi anni hanno collaborato e sostenuto il progetto, un primo ventaglio di dati sintetizzati nelle tre tabelle a seguire per stimolare commenti, considerazioni, pareri. Tutte le tabelle si riferiscono all’anno 2017.

La tabella A/1 registra la provenienza dell’Utenza Emporio comune per comune. Di assoluta evidenza la prevalenza di residenti nel comune di Borgotaro, lo stesso comune di ubicazione dell’Emporio e di gran lunga il più popolato. Occorre a questo proposito sottolineare la probabile difficoltà da parte di nuclei familiari residenti in altri comuni nel raggiungere la sede dell’Emporio a causa degli alti costi di trasporto la cui insostenibilità aumenta con il diminuire della disponibilità economica (non ci è inusuale la richiesta di fare spesa doppia dimezzando così i costi di viaggio, ma a scapito di un minor rifornimento di derrate alimentari fresche, quindi di un peggioramento della dieta). Questo aspetto ci induce a pensare che in realtà il bacino di utenza esistente nei comuni diversi da Borgotaro sia più consistente di quanto rilevato, anche per il fatto che in alcuni comuni (vedi Bedonia) esistono forme locali di aiuto, per esempio: pacco alimentare, segnale evidente di un disagio presente non registrato dall’Emporio. Infine un dato generale: su una popolazione totale residente negli otto comuni di 18996 abitanti, il numero utenti Emporio risulta nel 2017 di 231 persone pari al 1,22%; parliamo in questo caso di utenza permanente, ad essa occorre sommare una ventina di persone stimate come affluenza saltuaria, rispetto alle quali non è possibile ricostruire la provenienza.

Tabella B

La tabella B illustra i nuclei familiari utenti permanenti dell’Emporio divisi per tipo di reddito. Il dato è ricavato dall’attribuzione ISEE (attestazione necessaria per l’iscrizione e la presa in carico da parte dell’Emporio in concomitanza di un indicatore di situazione economica equivalente che sia pari o inferiore a 8000 Euro) Anche qui, inequivocabile, emerge una netta prevalenza: quella di nuclei familiari nei quali uno o più componenti sono percettori di reddito da lavoro, molto più bassa la fetta relativa a disoccupati assoluti e infine minoritaria la componente pensionati. La forza dei numeri ci riconduce così, dopo averne fotografato la quantità, alla qualità del fenomeno “povertà” che stiamo cercando di disegnare. Non si tratta di una massiccia mancanza di lavoro, ma di occupazioni precarie e sottopagate che, a dieci anni dalla crisi 2008, inducono a formulare l’ipotesi di un fenomeno strutturale e non episodico. Sorgono allora spontanee le domande: alla luce di questo tipo di tessuto produttivo e occupazionale e nelle more di una realtà economica sempre più incerta e conflittuale, con quali prospettive si deve guardare al futuro? Dobbiamo quindi pensare all’Emporio come ad una struttura permanente perché permane fisiologicamente la ragione del suo esistere? E se ciò è vero, a quali livelli di affluenza dovrà far fronte l’Emporio domani, e con quali forze e risorse

Tabella C

Per concludere la tabella C specifica ulteriormente la qualità dell’utenza considerata ora nella sua divisione per fasce d’età. In ordinata compaiono le percentuali di incidenza degli utenti Emporio sul totale degli abitanti negli otto comuni a pari fascia d’età. Da 100 fino a 84 anni la presenza è uguale a zero, da quel punto inizia a salire una cresta impervia mano a mano che la popolazione è più giovane; colpisce drammaticamente quella rampa finale riferibile al dato da 0 a 4 anni, significa che su 535 bambini e bambine residenti totali fino a 4 anni, 24 sono utenti Emporio, il dato è pari al 4,49%. Sale in progressione la percentuale di generazioni che hanno nella precarietà la loro esperienza quotidiana fin dalla più tenera età. Il dato è condizionato anche dall’entità delle fasce d’età della popolazione totale, costantemente in discesa a partire dai 35-39 anni, in pratica dalla fine degli anni 70 del secolo scorso. Un calo del quale, ad oggi, non si intravede una inversione di tendenza.

Una povertà che dura nel tempo, ma che comunque appartiene al ceto produttivo e che produce una ricchezza, una povertà progressivamente più presente nella popolazione più giovane, cioè una fascia di persone che in pratica rappresenta il futuro, e il tutto in un contesto generale incerto e fragile economicamente e in calo demografico da decenni, questo il quadro che ci pare emerga ad un primo impatto, ad un primo sguardo. L’Emporio, dicevamo più sopra, è solo un termometro o al più un infermiere in grado di alleviare picchi di temperatura, ma che non sarà mai risolutivo finché un medico non ne comprenda le ragioni. Infine l’attenzione principale sulla quale vogliamo porre con forza la riflessione è sulle dinamiche in prospettiva di questi fattori, perché il loro sviluppo non riguardano la “povertà” come fosse un episodio a se stante, estraneo, perché non è un fatto chiuso in se stesso, ma un fattore determinato e che a sua volta determina l’intera comunità.

Nota sulle fonti:
Elaborazioni dati Emporio accessi banca dati informatica.
Attestazioni indicatore di situazione economica certificate da Inps ISEE 2017.
Indicatori demografici della provincia di Parma.
Pubblicato su www.emporiovaltaro.it

Articolo scaricabile in formato PDF Quale futuro – elaborazione dati 2017

Parlamento europeo: approvata la risoluzione in materia di spreco alimentare

Il Parlamento europeo ha votato la risoluzione proposta dalla onorevole Borzan (nella foto) che sollecita gli Stati membri stabilire una gerarchia di azioni antispreco: come la donazione delle eccedenze alimentari ai fini del consumo umano. Italia indicata quale esempio di best practice.

Lo scorso 16 maggio la sessione plenaria del Parlamento europeo ha approvato con 623 voti a favore, 33 contrari e 20 astensioni una risoluzione d’iniziativa[1] su “Efficienza sotto il profilo delle risorse: ridurre lo spreco alimentare, migliorare la sicurezza alimentare” proposta dall’on. Biljana Borzan.

I deputati europei, riconoscendo che “il cibo è un bene prezioso” e che “gli sprechi alimentari hanno costi sociali, economici ed ambientali elevati ed implicazioni etiche”, invitano la Commissione europea e gli Stati membri a ridurre lo spreco alimentare del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030, come previsto dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

In questa relazione il Parlamento europeo ritiene in modo chiaro la necessità di stabilire una gerarchia di azioni che vede la prevenzione come misura prioritaria, subito seguita dalla ridistribuzione delle eccedenze alimentari ai fini del consumo umano. Infatti, viene sostenuto che “le eccedenze della catena alimentare non dovrebbero trasformarsi direttamente in rifiuti alimentari se possono essere utilizzate per l’alimentazione umana e […] una legislazione appropriata in materia di eccedenze alimentari potrebbe consentire ai rifiuti alimentari di trasformarsi in risorse”. A tal fine, i deputati europei suggeriscono alla Commissione europea alcune misure per ridurre lo spreco alimentare, come facilitare le donazioni di alimenti. Il valore delle donazioni di alimenti è evidente: permettono di aiutare persone in difficoltà che non possono permettersi di acquistare determinati prodotti alimentari o una quantità sufficiente di alimenti di qualità e allo stesso tempo ridurre lo spreco alimentare. Per questo i deputati europei hanno ribadito il valore dell’attività svolta da “iniziative sociali e promosse dal basso, come i banchi alimentari o le mense gestite dalle organizzazioni caritative, [che] riducono il livello di spreco alimentare e aiutano i più indigenti e, conseguentemente, contribuiscono alla trasformazione di una società responsabile e consapevole”.

Sorgente: Parlamento europeo: approvata la risoluzione in materia di spreco alimentare | Banco Alimentare

Translate »