Emporio Valtaro è in lutto per la scomparsa del giovane volontario Diawara

Diawara Foussini, il 23enne della Costa d’Avorio era un volontario dell’Emporio, lo ricordiamo come persona seria e volenterosa, non di molte parole ma seriamente impegnato ad approfittare dell’occasione che il suo  stato di richiedente asilo gli stava prospettando.

E’ un grande sconforto pensare che la giovane vita di Diawara sia finita nel nostro splendido fiume, nella ricerca di un po’ di fresco in queste giornate estive. Un malore o forse la poca familiarita’ con l’acqua lo hanno tradito e anche in presenza dei suoi compagni non e’ stato possibile soccorrerlo.

Un viaggio lungo, mosso sicuramente da una grande motivazione di riscatto, la stessa energia che per decine di anni ha mosso i nostri valtaresi verso ogni punto del mappamondo. Per lui un problema in piu’, veniva da un paese non solo povero ma anche tormentato da insicurezza e guerra. Un paese sicuramente bello, ma in cui i diritti fondamentali sono negati.

Un viaggio epico, di cui forse avrebbe raccontato orgoglioso ai suoi figli. Un viaggio attraverso l’Africa, il Sahara, poi la Libia, i campi profughi Libici. l’attraversata del Mar Mediterraneo e poi Borgotaro.  E’ stato un viaggio fortunato, piu’ di altri; finiti dalla sete del deserto, dai soprusi dei trafficanti, dai fucili dei soldati, dagli stenti dei campi libici, dalla fame, dalle malattie e poi per finire dal Mare. Dal Mar mediterraneo luogo non solo di vita, ma anche negli ultimi anni di tragedie e morte.

Era arrivato e poteva giocarsi la sua possibilita’, non facile ma possibile.

La scommessa legata ad un progetto migratorio, e’ sempre un azzardo, ma rimane un aspetto normale della vita dell’uomo, migrante per natura.  Noi neo-stanziali ci dimentichiamo che l’uomo e’ sempre stato nomade e questa e’ stata la componente del suo successo evolutivo.

Diawana era seriamente impegnato con la lingua, col capire come funziona l’occidente e anche nel volontariato. L’emporio, da subito ha accolto i rifugiati come volontari, un aiuto prezioso, ma anche una scuola per mostrare tutte le facce della Nostra Europa.

Luogo di benessere e riscatto, ma anche luogo di fatica, dove oggi gli stessi italiani hanno difficolta’ a resistere alla poverta’ e all’emarginazione. I mille volti dell’occidente, generoso a volte, ma anche spietato se la vita non percorre i binari stabiliti.

Lo ricordiamo giovane, serio volontario, sicuramente avrebbe fatto bene il suo percorso, forse si sarebbe trovato un lavoro con cui riscattarsi, ma il suo percorso e’ finito un pomeriggio nel Taro.

Un pensiero e una preghiera per lui e per la sua famiglia, perche’ la terra gli sia leggera e che possa trovare la pace che in terra ha cosi’ tenacemente cercato. Si possa ricongiungere al Dio dei suoi Padri.

Diawara e’ mussulmano, e la religione per lui era un aiuto, un riferimento, come dovrebbe essere per ogni buon credente, un faro nel buio, una risorsa in piu’ per colmare il vuoto di senso che spesso ci opprime nelle difficolta’.

Diawana rimarra’ tra Noi, questa e’ la scelta della sua famiglia che sicuramente non puo’ permettersi di rimpatriare la salma. Diawana sara’ tumulato con rito Islamico nel nostro cimitero, Sabato alle 9,30 con partenza dall’Ospedale di Borgotaro. Tutti sono invitati all’ultimo saluto terreno.

http://www.gazzettadiparma.it/video/tg-parma/454776/annegato-dopo-un-tuffo-amici-e-operatori-sotto-shock-per-diawara-video.html

Mi chiamano Maestra. Dare parole a chi non ha parole

Sabato 25 marzo alle 17.30 in biblioteca Manara si terrà la presentazione del libro di Maria Antonietta Brugnoli “Mi chiamano Maestra. Dare parole a chi non ha parole”,
Relatori: Prof.ssa Maria Antonietta Brugnoli Autrice del libro
Maria Augusta Favali Comitato dei presidenti onorari di Religion for Peace.

Maria Antonietta Brugnoli, maestra di italiano di Borgotaro, ha pubblicato il libro “Mi chiamano maestra. Dare parole a chi non ha parole”, in cui racconta la sua esperienza di “contatto” con un mondo per lei sconosciuto e oggi divenutole importante, come per tutta la comunità di Borgotaro.

Il libro in anteprima cliccando qui http://bit.ly/2nrqL4617434650_1419493914769015_4154008949414838279_o

Nuovi volontari all’Emporio

Borgotaro e’ un paese ospitale da sempre, l’ultima testimonianza di questa disponibilità è la presenza tra Noi di sei ragazzi della Guinea Bissau  che arrivati nel Nostro paese in fuga da una situazione di guerra e povertà, hanno richiesto asilo come rifugiati. L’accoglienza che hanno ricevuto è stata positiva anche se oggi la situazione economica di crisi stá provando la Nostra disponibilità personale verso gli altri.

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Da subito si sono attivati e si sono impegnati in attività di volontariato, in questa attivazione hanno anche accettato di impegnarsi nei lavori più gravosi dell´Emporio, sono diventati i gestori del magazzino e del carico e scarico merci. Federico coordinatore dell´Emporio ha da subito potuto apprezzare questo importante servizio. La lingua italiana non è ancora al 100% ma con l´aiuto di valenti insegnanti i passi avanti sono giornalieri. In questo servizio che svolgono abbiamo potuto conoscerli e siamo rimasti colpiti dalla loro bontà d’animo. Vengono da situazioni difficili, il loro lungo viaggio é stato ricco di brutte esperienze, hanno una cultura differente e un modo di vedere le vicende della vita ricco di speranza, diremo noi occidentali “fatalista”.

In loro abbiamo visto l’energia e la forza dei nostri nonni “migranti” nel mondo, ignari delle destinazioni e delle avversità, ma mossi da una forza e speranza interiore di chi é abituato a vivere di nulla e credere nella forza della provvidenza.

Grazie per il prezioso aiuto che questi ragazzi stanno fornendo al progetto e un augurio di trovare ció che cercano con tanta fiducia.

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